Sindrome dell’ovaio Policistico: dieta e attività fisica possono aiutare


La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è una delle cause più comuni di infertilità e problemi metabolici tra le donne in età riproduttiva. La diagnosi presuppone il verificarsi di tre sintomi correlati di diversa gravità, in particolare disturbi dell’ovulazione, eccesso di androgeni nel sangue o presenza nell’ovaio di molteplici cisti (ovaio multi-policistico), che richiedono un approccio terapeutico adeguato. Il sintomo principale sembra  essere una maggiore concentrazione di androgeni. La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è in genere contrassegnata da periodi irregolari o da nessuna mestruazione.  Le donne con PCOS hanno in genere più cisti nelle loro ovaie, causate da una sovrapproduzione di androgeni. Circa il 50% delle donne con questo disturbo sono sovrappeso o obese, mentre altri sintomi comuni includono, acne, irsutismo (eccessiva pelosità), diradamento dei capelli e insulino-resistenza. Quando si è insulino-resistenti, come accade alle donne con PCOS, il corpo produce elevati livelli di insulina nel tentativo di mantenere normali i livelli di zucchero nel sangue. Tuttavia i livelli troppo alti di insulina possono causare alle ovaie la produzione di più androgeni, come il testosterone. La resistenza all’insulina può rendere più difficile la perdita di peso, motivo per cui le donne con PCOS spesso hanno un problema di sovrappeso o obesità. La riduzione del peso corporeo è la prima linea di trattamento nelle donne obese con PCOS. Una perdita del 2-5% del peso corporeo riduce l’iperinsulinamia, aumenta i livelli di globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG), riduce i livelli di androgeni liberi, ripristina il ciclo ovulatorio e migliora l’iperandrogenismo clinico e i disturbi metabolici, come la dislipidemia. In questo caso la dieta e la scelta opportuna di alcuni alimenti in sostituzione di altri permette di controllare l’insulino-resistenza con enormi vantaggi per la salute.  Sebbene  ogni caso va valutato individualmente, in linea generale, una dieta a basso indice glicemico che include fibre alimenti antiinfiammatori sembra efficace nel dimagrimento e miglioramento dei parametri metabolici.

 Quali alimenti includere nella dieta  PCOS?

Cereali integrali in chicco, come orzo farro grano saraceno, che hanno un basso indice glicemico, e contengono fibre e alcuni particolari fitosteroli, e betaglucani che contrastano l’aumento di colesterolo e l’iperglicemia che può verificarsi nella donne con  PCOS. La scelta dei grani è essenziale: il glifosato è un erbicida che è un contaminante spesso trovato in grani e farine, per lo più provenienti dall’estero. Il glifosato è un interferente endocrino, ossia in grado di interagire con i recettori ormonali alterandone la risposta. Scegliere quindi grani tradizionali coltivati in biologico, come Saragolla, Verna, Senatore Cappelli Jervicella, Gentilrosso Tumilia e Miscugli evolutivi.

Verdure fresche e ricche di inulina una fibra solubile, composta da lunghe catene di fruttosio (polisaccaridi). Come tutte le fibre, è indigeribile per l’uomo, ma l’inulina possiede proprietà nutraceutiche,  in quanto raggiunge inalterata l’intestino, dove viene fermentata dalla flora intestinale, in particolare dai bifidobatteri, con la conseguente formazione di acidi grassi a catena corta, quali acido acetico, proprionato e butirrato, che sono degli antiinfiammatori naturali.  a modulare la glicemia gli asparagi, i carciofi, i porri, il tarassaco ne sono molto ricchi- L’inulina aumenta il numero di bifidobatteri nell’intestino e quindi contribuisce al suo buon funzionamento. Il Topinambur è un tubero a basso indice glicemico ricco di inulina

Alimenti ricchi di polifenoli, broccoli, cavolfiori cavolo rosso, rucola, peperoni verdi e rossi, mirtilli e frutti di bosco in genere.

Alimenti ricchi di omega-3, come le alici e gli sgombri, semi di lino, noci e,  la portulaca, una pianta erba spontanea, molto buona da utilizzare nelle insalate.

L’olio extravergine e di oliva è un anti-infiammatorio naturale pertanto è un condimento ideale soprattutto se utilizzato a crudo.Spezie anti-infiammatorie, come la curcuma.

Alimenti che sarebbe bene evitare o consumare sporadicamente invece sono:

Carboidrati raffinati ad alto indice glicemico: pane bianco, muffin, dolci, patate,

bevande zuccherate, e alimenti ricchi di tutti gli zuccheri, saccarosio, destrosio, sciroppo di glucosio-fruttosio, che causano l’infiammazione, esacerbano l’insulino-resistenza

Latticini e latte: sono alimenti ad alto indice insulinico pertanto non indicati, eccetto il consumo moderato di kefir, un latte fermentato, e ricco di microorganismi che contribuiscono a migliorare la funzionalità intestinale

Alimenti infiammatori: alimenti conservati  come carni e salumi.

Oltre a scegliere gli alimenti più appropriati è fondamentale sceglierne la qualità: i pesticidi che vengono utilizzati in agricoltura, e che finiscono anche nelle carni animali di allevamento hanno un effetto estroginico e di interferenti endocrini, quindi possono avere una influenza negativa sull’andamento della sindrome PCOS. Pertanto è consigliabile scegliere alimenti provenienti da agricoltura biologica, che sono più ricchi di polifenoli e non contengono pesticidi

Attività fisica Per contrastare l’insulino resistenza è consigliatissimo svolgere una regolare attività fisica, aerobica, Nordic walking, corsa,  bicicletta, interval training, purchè si faccia ad una intensità medio alta,  che è necessaria per sviluppare una maggiore massa muscolare e migliorare la sensibilità insulinica, facilitando la perdita di grasso corporeo L’attività fisica  miglioramento dell’equilibrio ormonale, aiuta a  prevenire  patologie associate alla PCOS, tra cui la più comune è il diabete.

Ruolo della Vitamina D.È stato anche dimostrato che la 25-idrossivitamina D nel siero era più bassa nelle donne con PCOS, che è associata a obesità e disturbi endocrino-metabolici. Tuttavia, l’integrazione di vitamina D potrebbe migliorare la frequenza mestruale e i disturbi metabolici, il che dimostra il ruolo significativo della vitamina D nella patogenesi delle complicanze correlate alla PCOS e alla PCOS .

Inositolo: Numerosi studi clinici hanno dimostrato che l’integrazione con myo-agisce sia sulla funzionalità ovarica che metabolica. In particolare, qualche studio indica che l’integrazione combinata di Myo-inositolo e D-chiro-inositolo, (MYO/DCI) sembra più efficiente nella modulazione dei paramentri metabolici, agendo più velocemente, e pertanto consigliata nelle donne con PCOS che sono in forte sovrappeso o obese che sono da considerarsi metabolicamente simili ad un diabetico.  Sia per le integrazioni che per il dimagrimento, è sempre consigliato rivolgersi ad uno specialista, ed evitare programmi dimagranti proposti on line che non tengono conto delle complessità metaboliche della patologia

Wojciechowska  A et al.  Inositols’ Importance in the Improvement of the Endocrine–Metabolic Profile in PCOS Int. J. Mol. Sci. 2019, 20, 5787; doi:10.3390/ijms20225787

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