Il ruolo dell’alimentazione in età pediatrica durante la chemioterapia: mito o realtà?


La nutrizione è una parte importante della salute in età pediatrica, ma è un fattore particolarmente importante nel percorso terapeutico di bambini che si ammalano di cancro. Esistono diversi componenti nutrizionali critici da considerare nella prospettiva di controllo del cancro in pediatria oncologia. L’American Cancer Society (ACS) in  una visione globale, ha pubblicato una guida online specificatamente dedicata alla nutrizione per i bambini con cancro (https://www.cancer.org/ treatment/children-and-cancer/when-your-child-has-cancer/ nutrition.htm). Il ruolo di una corretta nutrizione e stato nutrizionale emerge dal fatto che l’obesità alla diagnosi è a indicatore prognostico negativo di diversi tumori pediatrici compresa la leucemia e tumori ossei.  Il tumore è una malattia sistemica eterogenea e complessa.

Come la nutrizione possa influenzare il rischio di tumore era argomento praticamente sconosciuto  fino al fine degli anni ’70, quando le grandi differenze internazionali nell’incidenza di cancro hanno suggerito che lo stato nutrizionale in generale e alcuni componenti della dieta  in particolare potrebbero giocare un ruolo importante nella causa e nella prevenzione del cancro. Oggi, è dimostrato che sovrappeso, obesità e inattività fisica sono causalmente correlati al tumore e  l’obesità è un fattore di rischio per ben 11 diversi tipi di cancro (WCRF). L’argomento è ancora più di interesse, quando parliamo di tumore in età pediatrica, che purtroppo registra un aumento significativo in Europa e in Italia, dove l’ultimo rapporto Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) dell’Istituto Superiore di Sanità, parla di “emergenza cancro” tra i più giovani, con un aumento medio del 9% dei tumori maligni infantili (soprattutto linfomi non-Hodgkin, sarcomi e leucemie) in 28 dei 45 siti italiani maggiormente inquinati. Secondo l’Associazione italiana registri tumori, per il quinquennio 2016-2020, in Italia, saranno diagnosticate 7.000 neoplasie tra i bambini. Più bambini che purtroppo si ammalano e che si devono sottoporre a trattamenti chemioterapici, per i quali ancora troppo spesso l’aspetto nutrizionale viene comunque trascurato o considerato anche da parte di molti oncologi irrilevante. Ma è davvero cosi irrilevante? L’epidemiologia del cancro e l’epidemiologia molecolare legati alla nutrizione, sono aree emergenti della ricerca, per le quali è essenziale valutare lo stato nutrizionale delle madri e dei bambini che sviluppano il cancro,  per capire meglio la relazione che esiste, e quanto influenza la possibilità di contrarre un cancro in età pediatrica Ogni bambino con una patologia tumorale, ha un suo stato nutrizionale di base a cui corrisponderanno esigenze personalizzate.  Studi Caso-controllo sul cancro infantile indicano che l’assunzione di  acido folico materno durante il concepimento e all’inizio della gravidanza può essere importante nel ridurre il rischio di alcuni tumori pediatrici. Una recente meta-analisi ha dimostrato che multivitaminici contenenti acido folico aveva effetti protettivi contro il neuroblastoma, la leucemia,e tumori del sistema nervoso centrale (SNC). Però, i multivitaminici non sostituiscono una corretta nutrizione, in termini di fabbisogno calorici, corretto apporto di proteine, che è fondamentale per la continua crescita e lo sviluppo del bambino. Mangiare bene durante il trattamento del cancro può aiutare il bambino che si è ammalato a:

1) tollerare meglio il trattamento e i suoi effetti collaterali;

2) rimanere più aderente al programma  di trattamento farmacologico

3) guarire e recuperare più velocemente

4) avere meno rischi di lesioni o infezioni durante il trattamento

5) avere una migliore forza ed energia

6) riuscire a mantenere una crescita e uno sviluppo normali

7) sentirsi meglio e avere una migliore qualità della vita (ad es. meno irritabilità, perdita di sonno

Lo stato nutrizionale durante la chemioterapia può influire positivamente la farmacocinetica e farmacodinamica di diversi farmaci, che sono utilizzati nel trattamento delle neoplasie pediatriche. La malnutrizione intesa sia come inadeguata assunzione di proteine e di energia, come riscontrata nei bambini  sottopeso o con iposviluppo, o sovrappeso o obesi, possono influenzare come le droghe vengono eliminate. Questo è stato ben documentato per il metatraxato, dove la malnutrizione in difetto, diminuisce la clearance (metabolizzazione) del farmaco ed è associato ad una maggiore tossicità. L’obesità influisce anche sulla clearance di ifosfamide, ciclofosfamide e doxorubicina,  cause di cachessia cancerosa, caratterizzata da infiammazione sistematica, bilancio proteico ed energetico negativo e involontario perdita di massa magra, è multifattoriale e può essere correlato a malattia, fenotipo ospite, stato socio-economico, e il trattamento usato. Le evidenze quindi che stanno emergendo sono che una corretta nutrizione sia di supporto alle terapie e non è assolutamente da trascurare, questo vuol dire che mangi ciò che vuole, forse oggi non si dovrebbe più sentir dire, soprattutto quando si parla di nutrizione oncologica. L’intervento che va personalizzato, può avere basi generali, soprattutto per l’età pediatrica e deve tenere conto di qualche aspetto importante: ad esempio  diete caratterizzati da più elevata assunzione di alimenti vegetali (verdure, legumi cereali in chicco integrali) con una bassa o nessuna assunzione di zuccheri aggiunti, cereali raffinati, così come grassi saturi e trans sono fattori che sembrano contribuire alla prevenzione del cancro. La composizione del microbiota, in gran parte determinata dalla dieta, è un fattore che contribuisce al rischio di cancro, ecco perché è importante, ancor più curare il microbiota durante le terapie oncologiche, se pensiamo che i chemioterapici,arrivano all’intestino che in parte deve detossificarli. Ecco che allora emerge un altro aspetto importante da valutare nell’alimentazione di un bambino in trattamento:  i bambini sani, comunque tendono a detossificare in modo meno efficiente dai contaminanti che arrivano attraverso la catena alimentare rispetto ad un adulto, quindi a maggior ragione, se malati e in trattamento con chemioterapici,  è consigliabile preferire alimentazione scevra il più possibile da sostanze tossiche.  La maggior parte dei contaminanti alimentari hanno un ruolo importantissimo nell’aumentare il rischio di patologie tumorali (molti pesticidi regolarmente trovati nel multi-residuo sono cancerogeni, interferenti endocrini), cosi come i metalli pesanti come il cadmio ed è stato dimostrato che queste sostanze sono molto più presenti negli alimenti convenzionali, rispetto a quelli biologici, soprattutto quando parliamo di frutta verdura e cereali. E proprio recentemente, uno studio importante, sul rischio di ammalarsi di tumore e consumo di alimenti biologici, ne ha dimostrato un effetto protettivo (https://www.renataalleva.it/mangiare-biologico-protegge-dal-tumori-al-seno-e-linfomi-lo-afferma-uno-nuovo-studio-pubblicato-su-jama/), che fa riflettere sul ruolo dell’alimentazione e la nostra salute, in modo particolare dei bambini.

JOURNAL OF THE AMERICAN COLLEGE OF NUTRITION
https://doi.org/10.1080/07315724.2018.1500499

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