Estratti di frutta e verdura? NO grazie. Ecco perchè non sono cosi utili e salutari come si pensa


Chi non ha comprato un estrattore negli ultimi anni alzi la mano, vista la pubblicità pressante che è stata fatta a favore di questo apparecchio-dispensa salute al quale non si può rinunciare.  Sicuramente gli estratti di frutta e verdura, preparati con un estrattore sono ricchi di vitamine e antiossidanti -sempre che provengano da prodotti di agricoltura biologica altrimenti il rischio è di concentrare i residui di pesticidi, ormai presenti come multiresiduo nella maggior parte di frutta e verdura convenzionale- ma anche di zuccheri, in questo caso fruttosio, mentre si perdono alcuni componenti importanti, come le fibre solubili. La presenza di fibre in un alimento è fondamentale perché servono a mantenere un buon microbiota (l’insieme dei batteri che lo abitano, grazie al quale viene assicurata una buona regolarità intestinale, e non solo. Le fibre infatti sono utilissime nella prevenzione di patologie intestinali, oggi molto comuni, dalle diverticolosi, alle disbiosi, fino ai tumori del colon, ma la loro presenza in un alimento ha un altro ruolo importante, quello di abbassarne l’indice glicemico. Quando l’indice glicemico è alto, gli zuccheri entrano velocemente nel sangue dove stimolano l’ormone insulina, che ha il ruolo di riportare la glicemia nella normalità: tanto più veloce è l’assorbimento di un alimento, tanto più velocemente ritorna il senso di fame. Ecco perché è meglio mangiare un frutto intero piuttosto che un succo o un estratto. In più, Il fruttosio a lungo ritenuto ideale proprio perché rispetto agli altri zuccheri, non causa il picco glicemico, in realtà è noto oggi per essere una causa dell’aumento dei trigliceridi, (grassi dannosi che si formano nel sangue) e -quando consumato in eccesso se si esagera con estratti o succhi -è tossico per il fegato dove può stimolare la formazione e accumulo di grasso (fegato steatosico).

Motivo per cui dopo un uso prolungato di estratti di fruttae verdura potreste avere la brutta sorpresa di vedere il giro vita aumentare e la glicemia salire. E sopratutto attenzione a chi già soffre di glicemia alta o diabete: assolutamente da sconsigliare. le fibre per voi sono più che mai fondamentali nel ridurre il picco glicemico

E sul fronte antiossidanti? Sono sicuramente utili alleati della salute, quando vengono assunti attraverso gli alimenti e non superano la quantità giornaliera, perché contribuiscono ad un buono stato di salute e prevengono non solo l’invecchiamento cellulare, ma anche molte patologie, incluso il cancro, grazie alla potente azione antiinfiammatoria di alcuni. Tuttavia, alcuni tipi di antiossidanti ( es b-carotene, vitamina E) se assunti in quantità elevate, possono avere effetti opposti e aumentare il rischio di alcune patologie, come hanno dimostrato molti studi scientifici.

E’ importante sapere che per il nostro corpo non è uguale ricevere le sostanze nutritive di frutta o verdura da un alimento integro o da un suo estratto, perché l’azione salutare di un alimento è legata alla migliaia di composti attivi presenti in esso che lavorano in sinergia e separarli non è sempre un bene.

Detto questo qualche istruzione per l’uso e qualche consiglio: un estratto ogni tanto può essere consumato senza problema, ma per abbassare l’indice glicemico è meglio mescolare frutta poco matura (con meno zuccheri) con verdura tipo (cetriolo, sedano, finocchio) e mangiarci insieme una manciata di mandorle o nocciole o noci.  Gli estratti non sono però consigliati per chi ha problemi di peso, di glicemia alta o di diabete o chi è soggetto a chemioterapia, in quanto in questo ultimo caso l’eccesso di antiossidanti potrebbe rendere in parte inefficace il trattamento.

Sono invece consigliati soprattutto per chi avendo problemi di infiammazioni intestinali momentanee (diverticoliti) o croniche (morbo di Crohn) deve escludere in fase di infiammazione acuta  le fibre di frutta e verdura per un po’,  senza rinunciare ai benefici delle altre sostanze contenute, per chi in estate soffre di forte sudorazione e perde molti sali minerali,  da alternare con l’acqua che è sempre la bevanda da preferire e sempre mettendo più verdure che frutta, per evitare di assumere troppo fruttosio.

L’importanza della masticazione: Non dimenticate che la masticazione è importante per tantissimi motivi: molte delle sostanze benefiche della verdura vengono assimilate dopo un processo di masticazione lungo durante il quale gli enzimi salivari effettuano una prima digestione scindendo l’alimento in composti più semplici ed più facilmente assimilabili. Vi ho convinto?

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14 Commenti

  1. Complimenti!
    Ho scritto anch’io un post sull’ importanza (incompresa) di consumare alimenti completi per tutti i motivi da lei giustamente spiegati.

  2. Michele Cannata
    30/10/2016
    Rispondi

    Buongiorno, io utilizzo una centrifuga e ci metto esclusivamente della verdura (carote, sedano, zenzero ..) che normalmente non mangio in modo tradizionale. Bere il succo (massimo due volte alla settimana) di verdura ha per me un effetto psicologico positivo soprattutto dopo aver fatto una intensa attività fisica.

  3. Riccardo
    11/01/2017
    Rispondi

    Sono nel “settore” ormai dal 2012, sia perchè vegano, sia come venditore di questi apparecchi (e qui scatterà il conflitto di interessi immagino)
    Ho visto risolvere problemi con gli estratti di verdure che molti medici non sapevano da che parte prendere
    Il solito eterno discorso, le fibre, il fruttosio, bla bla bla
    Conosco persone che consumano estratti 3-4 volte al giorno, da anni, senza alcun problema, anzi
    Conosco persone che in una settimana di estratti si sono detossificati
    Chiaro che meglio prediligere le verdure, ma gli estratti consumati nel modo corretto fanno SOLO bene
    Le fibre? sono presenti in abbondanza in legumi e cereali integrali
    Ricordo che la frutta non ha più il carico vitaminico che aveva 50 anni fa, a meno che non si acquisti frutta e verdura coltivata su terreni poco sfruttati e magari con metodo biodinamico, ma dove trovarle? quindi meglio consumarne in abbondanza, ed è decisamente più facile tramite gli estratti
    Inoltre moltissime persone (bambini soprattutto) non mangerebbero mai sedano, zenzero o altre verdure. Cosa che invece fanno con l’estratto
    Forse invece di abbozzare teorie dovreste parlare, visitare, fare analisi a chi di estratti ne beve regolarmente, da anni
    Cambiereste idea, ve lo garantisco

    • 16/01/2017
      Rispondi

      Caro Riccardo, chissà se è un omonimo o un Riccardo vegano che conosco che però di nutrizione e salute sa poco.
      Come dico nell’articolo sicuramente in alcune situazioni patologiche può essere utile utilizzare qualche estratto, là dove le fibre sono poco tollerate e c’è un ridotto assorbimento di vitamine, ma non per tutti. Mi posso permettere di riferire una mia personale esperienza con pazienti diabetici, e un piccolo test su gruppi di pazienti effettuato tanto per valutare- l’ingestione di un estratto in cui c’è almeno un componente di frutta innalza la glicemia nell’immediato cosa che per chi deve tenerla sotto controllo è un gran danno. Si stupirà nel sapere che in alcune condizioni troppi antiossidanti non vanno affatto bene, e il danno che fa l’informazione del marketing e non della scienza, ad esempio induce persone che fanno chemioterapia a bere questi estratti di frutta pieni di antiossidanti mentre in questo caso è fortemente non indicato. Non esiste la cura con estratti caro signore, esiste un modo di alimentarsi e uno stile di vita, che include tanti fattori, e sopratutto personalizza le indicazioni: infatti nell’articolo io dico non per tutti e dico anche chi potrebbe avere beneficio da un uso continuativo, ovvio che se si beve ogni tanto non dà problemi. Tuttavia non aiuta affatto a perdere peso, anzi delle due aiuta a prenderlo se non inserito correttamente in uno stile di vita molto attivo. In ogni caso visto che forse io non vendo estrattori e non avendo nulla contro mi baso sulal evidenza scientifica e pratica ( pazienti) che ha dimostrato che il consumo che lei cita come salvifico, in realtà nella mia esperienza è stato dannoso. Se lei ha dati pubblicabili sarò lieta di leggerli

  4. Maurino
    09/02/2017
    Rispondi

    Articolo con spunti interessanti, faccio comunque alcune osservazioni.
    Dire che è meglio mangiare il frutto o l’ortaggio anziché il succo, non credo valga in assoluto. Ad esempio, anche masticando bene una carota, la maggior parte delle molecole non vengono disgregate e quindi non sono biodisponibili.
    La perdita di fibre solubili ha senso se uno introducesse solo estratti. Per chi mangia frutta e verdura e aggiunge un bicchiere di estratto al giorno, le fibre non credo siano un problema.
    Chi ha problemi con certe patologie o sta facendo chemioterapia, non può essere preso come riferimento per chi sta bene. Ad esempio, anche le arance, ottimi frutti per persone sane e per fare prevenzione, sono da evitare per chi ha un tumore (rif. Berrino).

    • 15/02/2017
      Rispondi

      D’accordo con lei sebbene credevo nell’articolo di aver specificato non solo gli stati patologici.Il mio articolo è rivolto a tutti e sopratutto un po’ in controtendenza a quanti credano agli effetti miracolosi senza vederne aspetti negativi. Stando in ambulatorio e visitando un buon numero di persone, posso dirle che sono pochi come lei ad avere ben chiaro che l’estratto non sostituisce le verdure intere e che l’estratto fatto di frutta solamanente ( molti lo fanno) in termini di fruttosio concentrato e sparato in circolo non è proprio un toccasana

  5. salvatore
    02/04/2017
    Rispondi

    Dott.ssa Alleva, ho letto il suo articolo e, leggendo, ho rispolverato il mio sapere in tema di alimentazione. Mi diplomai sull’argomento nel 1969, lavorai quasi sempre nel settore alimentare e da quando sono in pensione non faccio altro che leggere libri e seguire servizi You-tube su tutto ciò, che intorno a tale materia gravita. Se mi chiedessero un parere sul suo articolo, risponderei che condensa ciò che si apprende leggendo dieci libri.
    Con i vegani sono d’accordo fino ad un certo punto. Mettere però allo stesso livello, così fa una nota nutrizionista, che oltretutto ammiro, gli acidi grassi omega 3 del pesce con quelli dei semi di lino, non mi trova d’accordo, merito di Barry Sears.
    Invito i bevitori di estratti e centrifugati a tenersi quanto più possibile vicini a quella che è stata l’alimentazione nella nostra evoluzione.
    Dott.ssa Alleva, mi congratulo con Lei.

  6. Matteo
    30/04/2017
    Rispondi

    E’ in corso un trial clinico in uno dei più grandi e importanti policlinici della Germania che potrebbe smentire quanto da lei affermato. La sua è una supposizionel teorica. Un anti ossidante potrebbe interferire con i potenti veleni chemioterapici rendendoli meno efficaci ma contemporaneamente quali vantaggi apporta l estratto nel suo complesso all’organismo, al sistema immunitario e via discorrendo? Ossia sarà che l effetto totale sia positivo nonostante in qualche modo possa depotenziare la chemioterapia? Lo sapremo nel 2018. Io credo si sbagli. Vedremo.

    Lei scrive “il marketing, e non la scienza, induce persone che fanno chemioterapia a bere questi estratti di frutta pieni di antiossidanti mentre in questo caso è fortemente non indicato”

    Dobbiamo stare attenti alle affermazioni che facciamo e non esporle al pubblico “non formato” come certezze dato che non ne abbiamo. La sua è una supposizione che avrà appreso da alcuni altri colleghi ma che non ha fondamenta scientifiche se non teoriche. Or ora la scienza sta proponendo a dei propri pazienti gli estratti e i digiuni terapeutici in doppio cieco. Un policlinico di un certo spessore in Europa.

    Digiuno e terapia nutrizionale in pazienti con un cancro metastatico avanzato alla prostata

    https://clinicaltrials.gov/ct2/show/NCT02710721

    • 01/05/2017
      Rispondi

      Gentilissimo grazie per il commento. Tutto quello che dico è documentato finora e poichè sono un ricercatore, faccio una sintesi degli studi più importanti. propio perchè so di cosa parlo IO FACCIO MOLTA attenzione a non diffondere informazioni che non sono supportate da nessuno studio scientifico sul fatto che gli estratti facciano bene sempre e a tutti (come specifico nell’articolo e ribadisco). Parlando di tumori esistono ben 200 diversi tumori e quindi dire che un antiossidante o un pool di antissidanti vada bene per qualsiasi tipo di tumore e terapia (che peraltro ha meccanismi di azione assai diversi) è banalizzare un argomento che anche chi ha familiare come chi lo studia ( me inclusa) è veramente compelsso. In ogni caso saprà che la comunità scientifica è assai divisa spesso e comunque è asai noto ad esempio che epr alcuni tipi di tumore, una grande quantità di prolamine ( contenute negli agrumi , arance, kiwi e frutta esotica) in realtà stimolano la crescita tumorale. Nessun ricercatore, a meno che non abbia interessi commerciali, sa anticipare i risultati che verranno e mi complimento con lei che già sa che dallo studio del policlinico tedesco ( sebbene per gli studi epidemiologici sarebbe assai meglio avere dei multicentrici) che saranno che fli estratti di frutta e verdura sono miracolosi, cosa peraltro che anche io sarò felice di apprendere e divulgare ma non prima di quando sia avranno tali certezze. Al momento invece da Biochimica e nutrizionista direi che mi baso su diversi studi che confermano che in realtà far bere antiossidanti a tutti non solo spesso non serve ( bisogna entrare in merito a come ognuno di noi li metabolizza) ma sopratutto in alcuni casi divento pro-ossidanti e non cosi benefici ( ma questa banalità qualsiasi chimico ai primi esami di università lo sa bene). Attenzione quindi sopratutto nei tumori a dare indicazioni superficiali su estratti di frutta e verdura, perchè molta gente per gusto estrae sopratutto frutti dolci concentrando fruttosio, che in questo caso alla cellula tumorale non fa altro che l’effetto opposto a quello che vorremmo: ossi ala nutre. Il tumore si nutre di zuccheri e la dove gli togliamo le fibre questi zuccheri entrano tanto più velocemente in circolo. In più se non parliamo di frutta e verdura biologica, con un estratto concentriamo anche una serie di sostanze e residui di pesticidi che non solo non sono cancerogeni ma anche interferenti endocrini, E LA PRESENZA DI FIBRE come in un frutto verdura intera, rallenterebbe anche l’assorbimento di queste sostanze tossiche. Sono contro il rimedio miracoloso- peraltro non testimoniato da studi seri- perchè la salute è una cosa complessa che implica uno stile di vita sano, che non è bere un estratto, ma una complessità di fattori, sia di scelte alimentari e non e non. Riguardo all’alimentazione, più dell’estratto è fondamentale la qualità: esistono studi che mostrano che il contenuto antiossidante di frutta e verdura trattata con pesticidi ha dal 20 al 60 % di contenuto di antiossidanti in meno e molto più cadmio , un metallo altamente cancerogeno ( esempio tumore della mammella) (Br J Nutr. 2014 Sep 14;112(5):794-811. doi: 10.1017/S0007114514001366. Epub 2014 Jun 26. Higher antioxidant and lower cadmium concentrations and lower incidence of pesticide residues in organically grown crops: a systematic literature review and meta-analyses. Barański M et al).
      Capisce quanto sono complessi gli argomenti e quanto sia importante se si è onesti a non vedere fumo alle persone? e visto che va in cerca di articoli, legga questo già pubblicato sull’effetto in questo caso sia di frutta e verdura che di estratti sul cancro alla prostata ( gli autori concludono NESSUNO e quin c he facciano? La rovista è una tra le più importanti nel settore)
      Cancer Epidemiol Biomarkers Prev. 2017 Apr 26. pii: cebp.1006.2016. doi: 10.1158/1055-9965.EPI-16-1006. [Epub ahead of print]
      A Pooled Analysis of 15 Prospective Cohort Studies on the Association Between Fruit, Vegetable, and Mature Bean Consumption and Risk of Prostate Cancer.
      Petimar J1, Wilson KM2, Wu K3, Wang M2, Albanes D4, van den Brandt PA5, Cook MB6, Giles GG7, Giovannucci EL3, Goodman GG8, Goodman PJ9, Håkansson N10, Helzlsouer K11, Key TJ12, Kolonel LN13, Liao LM6, Männistö S14, McCullough ML15, Milne RL7, Neuhouser ML8, Park Y16, Platz EA11, Riboli E17, Sawada N18, Schenk JM8, Tsugane S18, Verhage B5, Wang Y15, Wilkens LR19, Wolk A10, Ziegler RG6, Smith-Warner SA3.
      Author information
      Abstract
      BACKGROUND:
      Relationships between fruit, vegetable, and mature bean consumption and prostate cancer risk are unclear.
      METHODS:
      We examined associations between fruit and vegetable groups, specific fruits and vegetables, and mature bean consumption and prostate cancer risk overall, by stage and grade, and for prostate cancer mortality in a pooled analysis of 15 prospective cohorts, including 52,680 total cases and 3,205 prostate cancer deaths among 842,149 men. Diet was measured by a food frequency questionnaire or similar instrument at baseline. We calculated study-specific relative risks using Cox proportional hazards regression, and then pooled these estimates using a random effects model.
      RESULTS:
      We did not observe any statistically significant associations for advanced prostate cancer or prostate cancer mortality with any food group (including total fruits and vegetables, total fruits, total vegetables, fruit and vegetable juice, cruciferous vegetables, and tomato products), nor specific fruit and vegetables. Additionally, we observed few statistically significant results for other prostate cancer outcomes. Pooled multivariable relative risks comparing the highest versus lowest quantiles across all fruit and vegetable exposures and prostate cancer outcomes ranged from 0.89 to 1.09. There was no evidence of effect modification for any association by age or body mass index.
      CONCLUSIONS AND IMPACT:
      Results from this large, international, pooled analysis do not support a strong role of fruits, vegetables (including cruciferous vegetables and tomato products, although few studies assessed tomato sources of more bioavailable lycopene, the potential cancer preventive agent in tomatoes), or mature beans in prostate cancer.
      Copyright ©2017, American Association for Cancer Research.

  7. Giovanni armento
    29/10/2017
    Rispondi

    Norman walker, pioniere del crudismo, affermava che utilizzando i succhi di frutta e verdura si separano anche le tossine poiché queste ultime restano nelle fibre. La qualità dei succhi risulta essere distillata. In quanto a fibre, necessarie perché assumono un ruolo importante per il colon, suggeriva di mangiarle di provenienza biologica sotto forma di insalate e frutta.
    Sarà una coincidenza ma Norman walker ha vissuto 99 anni nelle sue piene capacità mentali.

    • 23/11/2017
      Rispondi

      Anche Camilleri ha superato abbondantemente i 90 anni, ed è un grosso fumatore, non per questo direi che il fumo di sigaretta allunga la vita. Le conclusioni semplicistiche non si sposano con la complessità dell’organismo umano, visto che ci sono variazioni genomiche ed epigenetiche da considerare. In più la deluderò dicendole che purtroppo i dati scientifici dicono altro in merito ai pesticidi nei succhi
      Anal Chim Acta. 2014 Mar 3;814:23-30. doi: 10.1016/j.aca.2014.01.034. Epub 2014 Jan 18.
      Determination of five pesticides in juice, fruit and vegetable samples by means of liquid chromatography combined with multivariate curve resolution.
      Boeris V1, Arancibia JA1, Olivieri AC2.
      Environ Res. 2016 May;147:133-40. doi: 10.1016/j.envres.2016.02.003. Epub 2016 Feb 11.
      The role of diet in children’s exposure to organophosphate pesticides.
      Holme F1, Thompson B2, Holte S3, Vigoren EM4, Espinoza N3, Ulrich A3, Griffith W4, Faustman EM4.

  8. Sono un executive chef e tengo spessissimo corsi di cucina professionale (http://www.frachef.it/corsi-cucina-professionale.html). Di continuo, durante questi corsi, mi chiedono informazioni sulle proprietà nutritive degli alimenti, sulle diete migliori, su cosa mangiare o non mangiare, su come comporre un menu equilibrato, ecc. ecc.

    Devo dire che ci divento matto 😀

    Tento di informarmi a destra e sinistra, seguo seminari, leggo libri, ma non c’è mai verso di venire a capo di un argomento senza assistere a tesi controverse e spesso diametralmente opposte.

    Ora, questa dell’estrattore mi mancava. Mi ritrovo con chi ne parla come la panacea e chi la osteggia. In questo articolo mi pare che si sia a metà strada, finirà che resto su questa linea anch’io 🙂

    • 23/11/2017
      Rispondi

      Direi che l’estrattore è una moda, non una panacea. Un estratto ogni tanto va bene, ma pensare che un estratto al giorno sia salvifico proprio no. Chi può masticare, deve sapere che mangiare una verdura intera è molto più vantaggioso che berla, anche solo per il senso di sazietà notevolmente diverso che genera, ovviamente nel primo caso molto maggiore

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